domenica 28 ottobre 2007

"Dolce ricordo"

La memoria corre indietro nel tempo, a recuperare un vecchio ricordo sepolto sotto un cumulo di anni, durante i quali aveva cercato di respingere il pensiero di aver avuto bisogno, un dì, del cordone ombelicale.
E così corre la mente, come correva lei lungo il corridoio di casa sua quando sentiva quel profumo ben noto di chiacchiere di ceci, ed entrava in cucina per partecipare a quel rito.
Si arrampicava sulla sedia per sedersi sulla tavola, alle spalle della mamma che era intenta a friggere i primi dolcetti. Vicino a lei, piccola, c'era ancora della farina bianca, fresca sotto la mano, ne percepiva l'essenzialità; poi c'erano il latte, le uova, il limone... tutto il necessario per fare la sfoglia, una sfoglia soffice e impastata ad arte, con forza come vuole tradizione, con energia nei movimenti femminei, come un tempo avevano insegnato delle mani rugose. Poco più in là c'era la ciotola con dentro un pò di ripieno ai ceci e cacao, e allora... giù il ditino cicciottello! Affondato in quella crema densa e poi portato velocemente alla bocca con abbondante refurtiva, messa apposta lì per essere rubata. Questo per lei era il gusto dell'avventura.
Poi passava ad osservare la mamma, con quel suo corpo prosperoso e seducente, che calma friggeva i dolci, con lo sguardo perso nel vuoto. Pensava. Andava lontano, la piccola lo capiva. Forse andava dal papà, che era in un'altra città per lavoro e per questo certe volte la mamma si sentiva sola. La piccola lo capiva. O forse andava a scuola, dai suoi figli più grandi, e in cuor suo pregava che avessero una vita più semplice di quella che era toccata a lei. La piccola lo capiva.
Intanto, però, faceva finta di aiutarla scimmiottando i suoi gesti. Era felice di quei momenti, di quel rapporto unico... senza intrusi... quando parlavano... Era felice quando poteva ringraziare la mamma coprendola di baci! Erano entrambe contente! Non come ora che dovevano far finta di non averne bisogno...
Finito di friggere, con un grande sorriso e una voce dolce la mamma le porgeva uno di quegli scrigni dorati.
"Come è bella!" Pensava la piccola mentre addenteva la goduria.
Ma il vero sapore di quei dolci era l'intimità che si creava tra le due, la complicità, e quello è il gusto che lei, la piccola ormai donna, conserva ancora nel cuore, oggi che sua madre ha dimenticato la ricetta.

venerdì 19 ottobre 2007

Il trapezista

Eccoli! Tutti lì con il naso all'insù, con i loro occhi invadenti, tutti a guardare me! Sono accorsi ai botteghini come tante formiche, appena gli abbiamo dato in pasto un corteo spento, con qualche bestia e qualche triste pagliaccio, un pò di ridondante musica e una scimmia idiota che rifà il verso a tutti.
Eccoli! Sono in attesa del mio tuffo, della mia impresa, della mia gloria. Aspettano che anche stasera dia loro l'illusione che si può volare. Poveri sciocchi! Piccole ed insignificanti formiche che brulicate laggiù, cosa ne sapete della fatica... dei sacrifici... dei giochi persi... delle storie svanite... della mia vita spesa a far sognare gli altri mentre i miei sogni si dileguavano.
Che caldo che fa stasera! Questi riflettori mi abbagliano, mi accecano... magari non potessi vedere! Magari non potessi sentire queste voci che odio! Si, vi odio! Proprio così, vi odio tutte disgustose formiche, perchè per voi sono schiavo di un'illusione fatta di aria e cielo...
Ecco, ora tocca a me. Anche questa sera mi lancerò nel vuoto (come vi odio!), già mi sento i muscoli tesi (zitti bestie!), un respiro profondo (sparite svanite nel nulla!) e... (1... 2... 3...) oplà...
Sto volteggiando (1... 2... 3...)
ora devo afferrare le sue mani (1... 2... 3...)
questa è la mia vita? (1... 2... 3...)
Chiunque sarebbe felice al mio posto (1... 2... 3...)
io sfido la natura! (1... 2... 3...)
Conosco il sapore del vento! (1... 2... 3...)
L'odore della libertà! (1... 2... 3...)
Nooo! Cosa farnetico? (1... 2... 3...)
Quale libertà? Ci siete voi! (1... 2... 3...)
Io sono vostro prigioniero (1... 2... 3...)
a causa vostra non volo più (1... 2... 3...)
non nel mio cuore... (1... 2... 3...)
Ma ora basta! (1... 2... 3...)
Ecco l'ultimo passaggio (1... 2... 3...)
e sarà finita (1... 2... 3...)
... TUNF
... e le formiche corsero a divorare il pasto...

mercoledì 10 ottobre 2007

Vaneggiamenti sulla verità

Dov'è la verità? Chi ne è possessore?
La verità è nelle parole di colui di cui ti fidi. Se ti fidi di qualcuno e ti dice che tutto andrà bene, tu ci credi! Sei sicuro che andrà bene.
E allora dov'è la fiducia? Chi ne è possessore?
O in questo caso meglio dire: chi la merita? Beh! Questo dipende da quanto qualcuno sa conquistarla o da quanto è disposta a darla.
Io tanto. Dò sempre fiducia.
Mi fido del salumiere che mi assicura che il prosciutto crudo è dolce, e in genere lo è, poi vabè, capita qualche volta che non lo sia, però sorvoli e ti fidi, perchè di solito lo è. Di solito.
Mi fido della commessa del negozio, che mi assicura che quei pantaloni mi stanno benissimo; certo io so che il suo compito è quello di vendermeli, ma io mi fido.
Mi fido di operatori, impiegati, e persone varie che mi assicurano che una tal cosa è vera!
Mi fido.
In fondo se affermano qualcosa, e lo fanno a viso aperto, non possono mentire! Non si può mentire a viso aperto!
Quindi io mi fido.
Se mi fido, credo, e se credo ritengo che la verità sia nelle parole del mio prossimo.
Dedicata all'impiegata dell' ufficio assicurativo che, al momento della stipula del contratto, mi disse che non dovevo far nulla nè richiedere nulla per far decadere le polizze assicurative alla loro scadenza... sorvolando sull'esistenza del tacito consenso...

domenica 7 ottobre 2007

L’uscita con i novelli sposini

Nel pomeriggio
Io:
«Amore, mi raccomando, l’appuntamento è a casa loro alle 20:00, è la prima volta che usciamo assieme, cerchiamo di essere puntuali!»
Lui: «Ok»
Io: «Chiaro? Alle 20:00 a casa loro, quindi passi a prendere me 5 minuti prima!»
Lui: «Ok»
Io: «Allora vieni da me verso le 19:55, visto che l’appuntamento da loro è alle 20:00
Lui: «Ok»

La sera
Lui si presenta a casa mia alle 20:28.
Lui: «Perché sei arrabbiata? L’appuntamento non era alle 20:30???»
Io: «biiiiiiiiiip»

A casa degli amici la serata inizia con un aperitivo, mentre la coppia, gioiosamente, racconta tuuuuutti i preparativi delle nozze, poi parlano del giorno delle nozze, poi del viaggio di nozze, e in fine ci si perde tra gli aneddoti sull’arredo: un racconto per ogni mobile!
In verità io sono sinceramente stata bene, a me piace chiacchierare di queste cose, credo si possa dire che ho una divertita passione per i matrimoni! Lui invece, dopo soli 60 secondi, mostra negli occhi un’espressione “vagamente” contrariata, lasciando intuire pensieri tipo: «Nooooo!!! Vi prego! Strappatemi pure tutti i peli dal naso con le pinzette, ma non fatemi questo!!!»

Seconda parte della serata e conclusione
Arrivati in pizzeria l’atmosfera si scioglie… e anche Lui. Solo ogni tanto il suo viso viene alterato da brevi dolori tachicardici, più o meno quando si parla di bambini.
Alla fine della serata ci salutiamo a gli sposini, sempre più gioiosi, tornano a casa, mentre Lui, distrutto per tutte le sofferenze inflittegli, ma in fondo contento per le nuove conoscenze fatte, riaccompagna me.

Succo di tutto il post sono i seguenti quesiti:

  1. è normale che Lui abbia avuto reazioni tipo “shock anafilattico” davanti a discorsi sul matrimonio?
  2. ma soprattutto, io mi devo preoccupare?

giovedì 4 ottobre 2007

Cantico delle Creature

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

lunedì 1 ottobre 2007

Valide!

E' meno di un mese che sono rientrata a Nola eppure mi sembra già tanto...
Sono felice di aver ritrovato alcune delle persone che amo di più però me ne mancano altre che ho lasciato lì.
Mi riferisco alle due VALIDE con le quali ho lavorato i pomeriggi degli ultimi mesi a Cremona...
Due così non le puoi descrivere e anche ad immaginarle fai fatica, e se proprio ci provi... ce ne vuole di fantasia!
Irrompono nella vita con la forza della propria determinazione avendo come certezza solo sè stesse (e nemmeno sempre). Affrontano con coraggio i fantasmi pur temendoli, anche se a volte sono più grandi di loro... Fanno tutto al 100% perchè meno del massimo non è nemmeno contemplabile come risultato, però se sbagliano sanno accettare con umiltà di non essere perfette. Vivono ogni momento della giornata portando con sè tutte le passioni e la forza dei propri sentimenti con tanta fierezza che al loro incedere non puoi far altro che metterti a parte e ammirarle.
Loro leggendo penseranno che è troppo e forse lo è! In fondo sono ragazze normali con pregi, difetti e casini come tutti. Però ora mi interessa mostrarle come le vedo dentro di me.
Le porterò nel cuore perchè mi hanno trasmesso non solo la passione per il loro lavoro ma anche la consapevolezza di poter essere accettata con tutte le mie bizzarrie. Anzi! Mi hanno insegnato a mostrarle e a portarle con orgoglio nel mondo! Non so se il mondo le ringrazierà... ma io si ;-)
Ciao Valide!